PAGELLIBUS / Atalanta-Juve 0-1

Buffon 8
Chi glie lo dice che deve smettere tra 5 mesi?

De Sciglio 4
La catena di destra inizia con l’anello debole… “Artemio, il buongiorno si vede dal mattino!”
Si tiene a distanza dagli avversari come farebbe solo un condannato per stalking, rarissime le apparizioni davanti, errori su errori.
Il classico giocatore da istigazione alla ciabattata sul televisore.
Si salva parzialmente solo perché è veloce.

Benatia 6,5
Bravo finché non gli si accende la spia dell’inguine.

Chiellini 6,5
Gasp aveva messo Cornelius per pareggiare lo scontro tra pesi massimi, Giorgione in un’ora fa tre strike, battitore eliminato, fuori il gigante atalantino.

Alex Sandro 5
Corre per due, davanti e dietro manco si fosse clonato, qualche spunto che lascia rincoglioniti i “Gasperini boys” ma anche una marea di errori.
L’importante è non fare il confronto col suo collega di destra.

Khedira 6
Recupera la forma, ha problemi col freno a mano quando parte, come ogni locomotiva con molti vagoni ha la frenata lenta. Ottimo il primo tempo in cui sembrava il protagonista di Cocoon.

Pjanic 5,5
“C’è un oceano tra il dire e il fare… ma l’attesa mi piace da morire”
Non gli riesce in pratica di girare il film della partita che vede in testa. Fa il suo ma è appannato e non è la nebbia. Ogni tanto appare dal nulla palla al piede, cerca qualche spiraglio, ci prova, ci pensa. Più lucido in copertura. Anche in serate così, mezze storte, è sempre un piacere averlo dalla propria parte

Matuidi 6
Un rugbista coi piedi da rugbista. Praticamente due scatole della pizza al posto degli scarpini. Al tiro fa la felicità di tutti quelli che vanno allo stadio sperando di tornare a casa col pallone ufficiale.
Con un altro al suo posto la finale sarebbe stata conquistata a metà del primo tempo (ha il difetto di riuscire a tirare solo “dritto per dritto”)
Pazzesco invece in interdizione: è Dhalsim di street fighter, quello che si allungava a dismisura. Un Momo Sissoko che ha passato i test attitudinali.

Douglas Costa 5
Sarà la nebbia, sarà il Brasile, sarà il ricordo del tipico clima brasiliano di Monaco, sarà che gioca nella parte più lontana del campo, lo si vede pochissimo, lo salva la maglia gialla e poco altro: inizio spettacolo ma è promessa di marinaio.

Higuain 8,5
Un rugbista coi piedi fatati.
Gonzalo ne ha giocate di partite belle da quando è a Torino; questa è la migliore. Vince l’80% dei duelli, tiene testa a tutta la difesa nerazzurra, deprime Palomino che lo vede girargli intorno mille volte, fa un gol da chi è sul pezzo col fisico e con la testa.
Rifinisce per i compagni splendidamente, molla lì sul posto il bordocampista reggimicrofoni Rai quando gli fa la stessa domanda per la quindicesima volta. In serate del genere guardarlo è emozionante.
Prestazione da capitano.

Mandzukic 5,5
Tuttofare, ormai è impossibile definire il suo ruolo in campo, servizievole come una badante russa.
Più mediano dei mediani. Gioca un primo tempo eccellente ma si chiama fuori totalmente il secondo e tanti saluti a tutti.

 

Bernardeschi 4,5
Pessimo; male davanti, dietro peggio ancora. Ecco dove mancherà Cuadrado, nella capacità di saper accompagnare la squadra quando si chiude piuttosto che fare vaccate che fanno imbarcare acqua.

Barzagli sv

Bentancur sv
Senza voto a essere buoni, perché proiettando gli errori gravi visti nei 5 minuti giocati fanno una media di 18 cappelle a partita…

Allegri 7
“Tu credi che il bowling sia uno scherzo”
Sembra uno scherzo sì, sembra semplice tenere la tensione alta al punto giusto ogni benedetta partita senza mollare una competizione che sia una in 4 anni mentre altrove si sceglie a tavolino quale zavorra mollare per strada.
Partita che con un po’ di fortuna (e piedi diritti) poteva finire 2-0 e con un po’ di sfortuna poteva chiudersi col pareggio.
Pazzesco il parziale di un gol subito in 14 partite, confermato stasera contro l’Atalanta (rigore e occasione su rimpallo gli unici pericoli).
L’assenza di Cuadrado peserà moltissimo perché attualmente la rosa non dispone di un esterno con le sue caratteristiche. La catena di destra è materiale per “stupidi al quadrato”, roba per stomaci forti, da guardare solo per il gusto del sollievo al 90º, come nella barzelletta di quello che si prova le scarpe strette per la soddisfazione di togliersele alla sera.
Il primo tempo è una droga: sensazione nuova che ti coglie di sorpresa, la Juve dispone a piacimento dei bergamaschi, va in vantaggio, è padrona del campo, non si chiude a difendere il gol (!!!).
Il secondo tempo invece è linea Sigfrido e non passa lo straniero, con Allegri come il Piave a bordo campo a mormorare ma a voce altissima, tanto davanti c’è Higuain che potrebbe moltiplicare pani pesci e palloni.
Bella prestazione, che finisce presto ma Juve in ripresa rispetto alle ultime 2 apparizioni con Genoa e Chievo, le cui repliche verranno inserite nei video della terapia anti violenza di Arancia Meccanica.
Non si molla niente, anche soffrendo, perché ancora è solo gennaio.