Sarri si è presentato: i nostri voti

Maurizio Sarri si è presentato questa mattina in conferenza stampa a giornalisti e tifosi juventini. Abbiamo deciso di dare i nostri voti alla conferenza e, come capirete, ci è piaciuta molto.


JACOPO AZZOLINI

Difficile sintetizzare in poche righe una conferenza di livello altissimo per contenuti (oltre che per la forma), da parecchio tempo non sentivo un allenatore della Juventus parlare di calcio in questo modo. Oltre ad aver totalmente apprezzato la parte anti-retorica su Napoli e il suo passato, è stato per me eccezionale nello smontare i diversi luoghi comuni sul suo modo di intendere calcio, in particolare sulla sua presunta rigidità e schematizzazione (eccezionale la frase: “Oggi non si schematizza più, è questione di princìpi”), rimarcando che sempre e comunque si parte dai giocatori. Personalmente, ho trovato significativa la parte sul “divertimento come benzina per ottenere risultati”, visto che un certo tipo di giornalismo ha alimentato per anni l’oscena contrapposizione tra bel gioco e risultatismo, come se esistessero allenatori senza l’obiettivo primario di vincere. Infine, i riferimenti ai giocatori offensivi della Juventus mi hanno dato un grande senso di ottimismo sulla volontà di valorizzare il capitale umano a disposizione. Non so se Sarri sarà un successo, ma penso che la Juve necessitasse di un tecnico con un simile approccio calcistico.

VOTO: 10

ANTONIO CORSA

Sottoscrivo l’analisi di Jacopo. Ci siamo scambiati le stesse considerazioni live e francamente questa conferenza ci ha favorevolmente impressionati. Aggiungo che ha dribblato persino con eleganza le domande più insidiose (se le aspettava) ed è risultato credibile non sminuendo quanto fatto e detto a Napoli, ma contestualizzandolo. Torno però pure io sull’aspetto di campo, nonostante tutto il più interessante. Veniamo dalla seconda parte della scorsa stagione in cui Allegri ha criticato non solo le prestazioni di diversi giocatori, ma ha anche messo in dubbio le effettive qualità di qualcuno di loro (“molti giocatori hanno reso al di sotto delle aspettative”, “ho in mente da sei mesi come cambiare questa squadra”…). Da un allenatore che vedeva limiti nella rosa e chiedeva una rivoluzione, ci ritroviamo un Sarri che, invece, proprio da questa rosa pare voler partire e in particolare dalle straordinarie qualità dei giocatori più tecnici: Ronaldo, ovviamente, ma anche i “bocciati” (da Allegri) Douglas Costa e Dybala, nonché Bernardeschi (da specializzare in un ruolo). Alla luce dei discorsi fatti da Sarri, si inquadra meglio anche la famosa difesa fatta da Pavel Nedved nei confronti dei suoi giocatori, bocciati senza appello. L’appello per tutti sarà Sarri, chiamato a far riscattare gli investimenti e il patrimonio tecnico della società attraverso un gioco diverso e, perché no, anche un atteggiamento diverso. Mi ha convinto, ora però viene il difficile.

VOTO: 10

ALESSANDRA ROVERSI

Lungo gli anni, Sarri si è sempre presentato come qualcuno molto aspro, a volte anche bifolco, ma oggi ha dimostrato di essere capace di ridimensionarsi ed essere malleabile fino al punto di fare sembrare che è da una vita che conosce la Juventus. Oggi, c’è stato un momento che per me è il riassunto perfetto dei 68 minuti che è durata la conferenza stampa, ed è stata la pausa di più secondi che si è preso per poter parlare di De Laurentiis. L’ha fatto con gratitudine, in un modo estremamente elegante, qualità che non gli appartiene nell’immaginario collettivo. Per più di un’ora abbiamo visto un Sarri umile, capace di fare tutte le pause necessarie per misurare ogni parola dimostrando di avere una grande intelligenza anche quando parla. È stato elegante, rispettoso e grato, qualità che gli fanno solo onore. E soprattutto è stato umile, ha parlato anche dei suoi sentimenti dimostrando che non è l’orco che alcuni vogliono credere che sia. Personalmente ho sempre temuto (e continuo a temere) il Sarri davanti ai microfoni, ma non ammettere che oggi sia stato perfetto sarebbe una grande meschinità da parte di chiunque. Il percorso è appena iniziato. Ce ne mancano una marea di conferenze stampa e dichiarazioni davanti ai microfoni e potremmo capire se l’eccezione è oggi oppure si tratta solo di un uomo talmente intelligente che è capace di immedesimarsi alla perfezione in un ruolo come quello dell’allenatore del Napoli che va contro la Juventus e poi fare lo stesso dalla parte opposta.

VOTO: 10 e lode

DAVIDE TERRUZZI

Ammetto di aver seguito la conferenza stampa in maniera discontinua causa lavoro, ma c’è un aspetto della conferenza che mi ha colpito. Si è parlato tanto di campo, di calcio giocato, di singoli, di tecnica, di specializzazione dei ruoli, di principi di gioco. Ritengo che sia questo il motivo principale per cui Sarri sia stato scelto e continuo a pensare che la Juventus dovesse puntare su un allenatore con le qualità di campo di Sarri per poter esaltare i tanti giocatori tecnici attualmente in rosa.

VOTO: 10

FRANCESCO ANDRIANOPOLI

Voto 9 solo perché dare 10 a una conferenza stampa mi sembra eccessivo, sono comunque soltanto parole, che in linea di massima lasciano il tempo che trovano. Sarri però con questa oretta di parole in libertà è riuscito a trasmettere positività, lucidità, sincerità, smorzando sul nascere qualsiasi polemica e riuscendo agevolmente a non farsi trascinare nel fango, nonostante i ripetuti tentativi in tal senso di alcuni dei giornalisti presenti. Non si è fatto trascinare ad ingigantire la rivalità col Napoli, che ha giustamente ricondotto a una normale competitività sportiva (peraltro riconoscendo di essersene fatto talvolta trascinare in qualche eccesso), né quella con Allegri, a cui anzi ha riconosciuto spesso i suoi giusti meriti, affermando categoricamente, ad esempio, che è riduttivo definire “comunque vincente” il ciclo di Allegri. Niente fango, niente polemiche, niente atteggiamenti rivedibili, e in compenso tanto campo, tante osservazioni tattiche e tecniche, e una dichiarazione programmatica: “parlare con i giocatori, capire, condividere”, per dare alla squadra una nuova “spinta propulsiva”, come ha testualmente detto Paratici. Concentriamoci su questi presupposti e lasciamo perdere il contorno, su cui si è calcato la mano fin troppo, e probabilmente a sproposito.

VOTO: 9

ENRICO FERRARI

Io Sarri non lo volevo, il Sarri di Napoli non lo volevo; stamattina però ci ha chiarito anche il perché di alcuni atteggiamenti della sua esperienza napoletana: faceva il suo mestiere ed era quasi riuscito a prendere il potere…. Sono Sorpreso e a tratti incredulo. Un allenatore della Juve che parla di calcio, di tattica, di caratteristiche dei giocatori e di quelli che saranno i propositi “di campo” della stagione. Un allenatore apparentemente già innamorato della Juventus, dei suoi dirigenti e del progetto che gli è stato proposto. Un allenatore che ha già lanciato delle sfide FORTI, un allenatore che ha già trovato il modo di caricare l’ambiente. Un allenatore che ha già iniziato a costruire la squadra. Un allenatore con le idee chiare. Siamo solo alla prima conferenza stampa ma siamo già partiti. Vincere e convincere. Grazie mister Sarri.

VOTO: 9

FRANCESCO FEDERICO PAGANI

Per parlare di una conferenza lunga come quella che ha visto Sarri presentarsi al suo nuovo pubblico servirebbe tempo. Mi limito quindi a dire di avere apprezzato molto la conferenza sia per contenuto che per forma. È solo l’inizio, ma è stato senza dubbio un buon inizio. Sarri porta con sé sicuramente dei dubbi (e dei pregiudizi), ma anche la forza delle proprie idee o, per dirla con lui, dei propri princìpi di gioco. Ci sono diversi passaggi meritevoli, che non posso riportare qui per questione di spazi. Invito quindi chi non l’abbia ancora fatto ad ascoltare la conferenza per intero: è sicuramente meritevole di un’oretta del vostro tempo.

VOTO: 9

LUCA ROSSI

Ritengo che Sarri sia stato pressoché impeccabile nel corso della conferenza stampa in risposta sia a questioni più di campo sia a provocazioni o domande legate al suo passato o a sue precedenti affermazioni non disdegnando anche qualche battuta di spirito. È il campo però che a me interessa principalmente e mi hanno colpito positivamente due passaggi: il primo è quando ha insistito con grande convinzione sul partire dalle caratteristiche dei giocatori e che il modulo vada costruito attorno. Ha parlato di Ronaldo, di Dybala e di Costa come giocatori talentuosi. “E i talentuosi sono quelli che cambiano la storia”. Di Pjanić che deve giocare “150 palloni a partita”. Si tratta di una dichiarazione di intenti che va a sconfessare, quantomeno a parole, delle perplessità sulla sua rigidità tattica perché tutto deve essere finalizzato alla “produttività”. Ha usato la parola “condivisione” che è stata utilizzata molto in riferimento ai giocatori. Denota la consapevolezza di avere a che fare con fuoriclasse e campioni che vanno ascoltati per metterli al centro del progetto. E dopo la parola condivisione ha parlato anche di “adeguarsi” ad essi. Molto bene. Il secondo punto che mi ha colpito, positivamente, riguarda il divertimento che ha la finalità di dare entusiasmo, di trasmettere voglia per poter vincere. Un lettura senza dubbio non inedita ma sulla quale ha insistito più volte. E poi, se effettivamente Cristiano Ronaldo batterà altri record, allora le cose andranno sicuramente bene.

VOTO: 9

MICHELE TOSSANI

Nonostante i tentativi di alcuni, Sarri è stato bravissimo a mantenere la conferenza su temi calcistici, di campo. Interessante le parte in cui ha parlato del rapporto fra organizzazione di gioco e talenti e di un calcio più legato ai principi che agli schemi negli ultimi trenta di campo. Molto bravo anche a rispondere nel merito agli appunti comportamentali che gli sono stati mossi. Intelligente a cercare di abbassare la pressione, soprattutto sul tema Champions anche se forse non sono otto le squadre che realmente possono ambire al trofeo.

VOTO: 9

ALESSANDRA FABIO

Maurizio Sarri ha dimostrato due importantissime cose: da una parte come il garbo non sia estraneo alla sua persona in un contesto impegnativo, dall’altra quanto spessore racchiuda il bagaglio di contenuti che con tanta fatica ha messo insieme. Perché quello di cui aveva davvero bisogno la Juventus oggi, senza troppi giri di parole, era qualcuno che si assumesse la responsabilità di ripartire dai giocatori. Da quei calciatori che hanno finito la stagione deludendo, bocciati dal proprio allenatore, ingrigiti e senza fiducia. Sarri ha fatto nome e cognome, parlato di sfide ed obiettivi personali (Ronaldo; DC), ma anche di condizione mentale legata al divertimento della squadra, fatto riflessioni più particolareggiate (Bernardeschi; Pjanic). Ho trovato infine entusiasmante il modo in cui sia riuscito ad elaborare riflessioni interessanti a partire da domande retoriche o stupidamente provocatorie, non fosse altro che per l’alone di trivialità obbligata a cui sembrava condannato.

VOTO: 10