Noia per gli scudetti? Macché, altri 10, grazie!

di Fiorenzo Floccari

Mi sono annoiato di vincere” non esiste, almeno alla Juve.

Dopo la seconda doppietta di fila, quanto mai goduriosa quest’anno, mi è tornato alla mente un episodio di due anni fa, ancora e sempre durante i festeggiamenti per un trofeo bianconero.

5 maggio 2013. Tifosi riuniti in Piazza San Carlo a Torino per festeggiare il secondo scudetto consecutivo della Juventus. Il secondo dopo una lunga ed umiliante astinenza. IO C’ERO! Quando, all’improvviso, tra i cori e le urla di gioia, ho origliato la conversazione tra due ragazzi. Uno diceva all’altro: “Ora basta scudetti però, mi sono annoiato, voglio l’Europa! ”.

L’episodio mi era rimasto dentro come un granellino che rovina gli ingranaggi di un era Juventina pressoché perfetta. Quando qualche giorno fa Buffon e compagni hanno alzato al cielo la coppa del quinto storico, leggendario, scudetto consecutivo, per un attimo, il mio pensiero è ritornato a quel ragazzo: se già dopo due scudetti si era annoiato, ora cosa starà facendo?

Ma la vera domanda è:” Juventino, come fai ad annoiarti a vincere?”. Come fai a non rinascere e rivivere ogni volta nella gioia totale dell’istante, della vittoria, del trionfo nei confronti di avversarie che ogni giorno bramano di vederci sconfitti, distrutti ed annientati come fossimo il male assoluto? Come fai a non vivere solo e soltanto per quelle vittorie che sono il frutto più bello del lavoro di ogni giorno dei ragazzi?

Io l’estate del 2006 e gli anni seguenti me li ricordo benissimo: rabbia, dolore, tristezza, ingiustizia. Dopo 5 anni di trionfi ho ancora una sete di vincere infinita, inesausta. Non si può spiegare. Mai come in questi anni, da tifosi bianconeri, la costante voglia di vincere la respiriamo ogni giorno, ogni gara viviamo addosso quella frase tramandata, scolpita sulle maglie e nella testa dei ragazzi, di Giampiero Boniperti, quella in cui la Juventus si identifica da decenni.

Per questo non mi annoierò mai di vincere, vincere, vincere e vincere scudetti. Cinque di fila? Io spero di vincerne altri 10 di fila. Poi, se saremo stati bravi, l’Europa verrà da sé. E la voglia di Europa la leggi anche nei volti e nelle parole urlate dei nostri ragazzi pochi istanti dopo aver celebrato l’ennesima vittoria.