Juve-Fiorentina 1-0 – Doveri solo al… VAR

Si può dire che la partita di Daniele Doveri sia scivolata via abbastanza liscia, senza particolari episodi di rilievo… tranne uno: il fallo di Badelj su Matuidi prima sanzionato con un calcio di rigore e poi corretto in un calcio di punizione dal limite con secondo giallo per il giocatore viola.

Proviamo a capire quindi il perchè della decisione dell’arbitro romano e della sua retromarcia.

La posizione

In primis c’è da analizzare la sua posizione al momento del contatto: la posizione è perfetta perchè il direttore di gara si trova sulla sua diagonale, come indicato dalle linee guida agli arbitri, ed ha una buona visuale.

Dalla sua posizione il direttore di gara percepisce un doppio contatto, il primo fuori dall’area di rigore fra il piede di Badelj e quello di Matuidi…

…e un secondo contatto di poco successivo. Dalla sua posizione e dal movimento dei due giocatori, percepisce un contatto all’interno dell’area di rigore fra la gamba destra del giocatore viola e il polpaccio sinistro del n°14 bianconero e per questo decreta un calcio di rigore in favore della Juventus. Badelj non protesta e lo fanno moderatamente anche i suoi compagni, segno che la percezione dal campo fosse proprio quella di un fallo avvenuto all’interno dell’area viola.

L’intervento del VAR

Il VAR dell’incontro è Daniele Orsato che oltre ad essere uno fra i migliori arbitri italiani ed europei, è anche quello che ha maggior esperienza dei suoi colleghi con la nuova tecnologia. Il direttore di gara di Schio rientra infatti nella ristretta schiera di arbitri designati per la prima storica applicazione del VAR al Mondiale Under 20, nello scorso maggio.

Come previsto dal protocollo, Orsato analizza le immagini e richiama l’attenzione del suo collega invitandolo a verificare sul monitor il contatto. Questo rientra nei casi in cui l’arbitro è tenuto a rivedere le immagini per poter decidere sulla base della propria interpretazione, trattandosi di fattispecie rimesse alla sua percezione.

Doveri analizza più volte le immagini suggerite dal VAR, soprattutto da quelle proventienti della telecamera posizionata in prossimità della linea di fondo e alla fine giunge alla ragionevole certezza che il secondo contatto, che lui aveva percepito fra la gamba destra (in area di rigore) di Badelj e il polpaccio di Matuidi, avvenga invece fra il ginocchio sinistro del giocatore viola e il piede dell’avversario (poco fuori area di rigore).

 

La decisione

A questo punto l’arbitro romano torna sui suoi passi e modifica la sua decisione in un calcio di punizione poco al di fuori dell’area di rigore della Fiorentina. Contestualmente estrae un cartellino giallo nei confronti di Badelj che, essendo già ammonito per un fallo precedente su Barzagli, è costretto ad abbandonare il terreno di gioco.

Perché Doveri ammonisce il giocatore viola solo in un secondo tempo?
Ce lo spiega la Circolare n.1 2017/18 (link) che l’AIA invia ai suoi arbitri ad ogni inizio stagione per presentare le modifiche al regolamento che entrano in vigore durante la stagione.

A pag. 11, all’interno delle modifiche alla Regola 12 (Falli e scorrettezze) è contemplata proprio la spiegazione della modifica regolamentare che chiarisce i motivi per cui il direttore di gara estragga solo a questo punto il cartellino giallo. Se prima l’intervento del giocatore viola era considerato un tentativo di giocare il pallone che causava un calcio di rigore (quindi non sanzionabile), venendo meno l’assegnazione del penalty  il suo intervento ora è configurabile come “fallo che interferisce con o interrompe una promettente azione d’attacco” e deve essere quindi essere anche sanzionato disciplinarmente con un ammonizione.

Decisione quindi corretta sia dal punto di vista formale che dal punto di vista regolamentare, presa in poco più di 2′.

Maurizio Romeo